ARTE E CREATIVITA'

il gioco della mente e del corpo con la materia
per costruire
forme sempre nuove
e messaggi sempre diversi
per imparare
l'arte di vivere

mercoledì, febbraio 21, 2018

Cronaca di una inaugurazione a Bagheria.

Bagno di folla per Piero Montana e il sindaco Patrizio Cinque all‘inaugurazione del Centro d’arte e cultura di  via Mattarella.




 Presenti all’evento tutti e tre gli artisti invitati ad esporre alla mostra “Triade”. Puntualissimi Nuccio Squillaci, che veniva appositamente da Catania, e Giovanni Leto, mentre con un leggero ritardo è arrivata Filly Cusenza. Puntualissimi l’assessore alla Cultura Romina Aiello, il sindaco pentastellato, ed il presidente del Consiglio Domenico Maggiore. All’inaugurazione del Centro anche il nuovo responsabile della Biblioteca Comunale Enzo Scirè che ha portato con sé una lettera di ringraziamento per “il padrone di casa” per la sua recente donazione, 300 dvd e 200 libri di esoterismo, ormai acquisiti dalla biblioteca Francesco Scaduto e che possono dunque essere presi in prestito o semplicemente consultati dal pubblico richiedente.



Alla inaugurazione del suo Centro ha per primo preso la parola Montana, che in sintesi ha ricordato la sua storia. Quella di militante glbt, quella di operatore culturale, che l‘ha visto protagonista di tanti eventi  culturali che gli hanno dato anche fama nazionale. 
Tra le sue molte mostre Montana ha infatti citato “ Profilart. L’arte contro l’aids”.  “Moana Pozzi. Immagini della seduzione di una porno star” e poi ancora “ Immagini dell’Europride Parigi 97”, “W. C.”, la sua mostra choc sul mondo sommerso dell’omosessualità, e per finire ”Alister Crowley e il dio occulto” che Montana ha voluto ricordare visto i suoi attuali interessi per la magia bianca, rossa e nera. 



Montana ha dichiarato che con il suo Centro intende portare all’attenzione della città, eventi culturali avulsi da ogni logica mercantile affermando:
  "Non sono un bottegaio, un mercante d’arte, un gallerista, ma un poeta, un critico d’ arte ed un artista maledetto”. 
 I miei prossimi appuntamenti saranno anche con la storia esoterica della nostra città,  con la storia di una Bagheria come mai ve l’hanno raccontata.
 Poesia, arte, fotografia, storia, ecco i miei interessi culturali, a  cui intendo dare voce ed espressione nello spazio dei miei locali in via B. Mattarella."



Dopo aver ricordato di essere stato da sempre un liberale, un libertario, un radicale  e già in passato consulente di sindaci di destra e di sinistra per la realtà omosessuale della città di Bagheria,  ha dichiarato a sorpresa generale di essere a disposizione pure dell’amministrazione di Patrizio Cinque (M5S)  per una prosecuzione in città di lotte culturali finalizzate a debellare il pregiudizio antigay ed ogni forma di razzismo compreso ovviamente quello sessuale.

L’assessore alla cultura Romina Aiello, prendendo la parola dopo di lui con lieve ironia ha fatto notare come Montana, che ama soprattutto che siano altri a parlare di lui, abbia in effetti con il suo intervento abbondantemente parlato di sé.  E ha però sostenuto quanto siano preziosi personaggi come Montana che con spirito di mecenatismo aprono interessanti Centri culturali in Città.



Assai interessante e ben articolato l’intervento del sindaco Patrizio Cinque, il quale riguardo agli obiettivi di lotta del movimento glbt in Italia, ha  dichiarato di aver preso posizione favorevole riguardo al matrimonio egualitario  e si  è dato disponibile per una fattiva collaborazione con il Centro d’arte e Cultura “ Piero Montana”  che con coraggio propone operazioni artistiche interessate ad esposizioni di avanguardia come quelle proposte da Triade,  riguardanti l’arte materica, il neoinformale e la fiber art.



“Triade”, per  la qualità delle opere presentate è stata enormemente apprezzata da tutti.







venerdì, febbraio 09, 2018

Sabato 10 febbraio a Bagheria una mostra affascinante per un nuovo centro d’arte e cultura.

Ringrazio Piero Montana  per aver promosso questo evento e Mario Sigfrido Metalli per presentarcelo in modo così diretto e coinvolgente.

E invito chi può ad andare a goderselo dal vivo !

AMg



Grande attesa per “Triade”, la mostra d’arte contemporanea di Filly Cusenza, Giovanni Leto, Nuccio Squillaci che sabato 10 febbraio inaugura in via B. Mattarella n.64 a Bagheria il Centro d’arte e cultura “Piero Montana”

<< Non è facile - afferma questi - portare l’arte contemporanea nelle sue espressioni più innovative ed avanguardistiche in una città, che pure ha dato i natali a Renato Guttuso. Questo compito difficile soprattutto, se avulso da logiche mercantili, lo scelgo per puro dettato del cuore.
 Ho sempre avuto un debole per l ‘arte, che credo di avere nel sangue, nel dna.
 Non sono un mercante e il mio Centro non va confuso con una galleria dove si presentano e si vendono al pubblico opere di certo sempre accattivanti ed accessibili.
 A qualcuno che mi dice di non aver vergogna ad essere un mercante, che con l’arte pure si “mangia”, si guadagna, rispondo che non sono un bottegaio, che con il mio Centro d’arte e cultura  intendo portare avanti in città delle operazioni prettamente culturali.

 Per questo chiedo un’attenzione particolare all’Amministrazione bagherese capeggiata da un sindaco pentastellato giovane e coraggioso, Patrizio Cinque, che avrò l’onore di avere “in casa”, nel giorno dell’inaugurazione di Triade, assieme a tante, tantissime altre personalità del mondo della cultura e della politica bagherese e non solo, penso infatti che in questa occasione avrò ospiti importanti a partire dalla dottoressa Heidi Schiacchitano, direttrice del Goethe Institut di Palermo.

 Ma per quanto riguarda Bagheria sono previsti interventi di dell’assessore alla Cultura Romina Aiello, della Presidente dell’ Unitre Antonella Miloro Nasca, una mia cara amica, e del Dott. Biagio Sciortino della Casa dei Giovani, ex sindaco di cui sono stato consulente a titolo volontario e gratuito per la realtà omosessuale della Città di Bagheria.>>

Ma torniamo a “Triade”. Il titolo parla chiaro. Tre sono infatti gli artisti invitati ad esporre nei locali del Centro Montana e tutti e tre esponenti di punta rispettivamente della Fiber Arte ( Filly Cusenza), dell’arte materica ( Giovanni Leto) del Neoinformale (Nuccio Squillaci). La mostra è bellissima ed affascinante seppure difficile per un pubblico non avvezzo a frequentare esposizioni avanguardistiche.

 La Cusenza è qui rappresentata al massimo dai suoi ritratti di antenati bislacchi ed eccentrici. 



Dopo la bellissima e chagalliana “Sposa che fugge” esposta al Museo Guttuso, l’artista nativa di Rivoli (To) ma abitante a Bagheria da sfogo al suo humor, alla sua fantasia, alla sua ironia sempre sognante e proiettata in un mondo fiabesco. Coloratissimi, i suoi ritratti in stoffa sono vivaci creazioni di un immaginario artistico che nella sua creatività non ha paura di un kitsch, irriverente e provocatorio, per dirla tutta, alla Jeff Koons.

Diverso il discorso di Giovanni Leto, che in Triade, espone le sue opere prodotte tra il 2015 e il 2017, occupando un’intera sala. 


La materia è il sostrato di “una scrittura della differenza”. L’artista di origini monrealesi continua ad accumulare carta di giornali sulle sue tele “metafisiche”, silenziose, creando dei paesaggi lunari, stranianti. Al dato prettamente tattile, materico Leto sembra aggiungere la voce ammaliante delle sirene.
Questa voce ci suggestiona a tal punto che con essa noi giungiamo fin sull’orlo dell’abisso, del vuoto.

E’ dire troppo se, nell’era mediatica in cui la carta stampata finisce per depositarsi in cataste di rifiuti, macerie, pronte ad essere deportate in grandi inceneritori, essa ci parla del “silenzio, della morte di Dio?
“La scrittura e la differenza” è un bellissimo libro di Jacque Derrida. Non so se Leto l’abbia mai letto, ma non importa, le sue opere ci parlano di quel surplus della parola sconfinante nel Nulla (per Hegel l’Essere è il Nulla) dal quale Derrida è stato tanto affascinato. 




Con Nuccio Squillaci torniamo infine ad occuparci di pittura. Non più di materiali extra pittorici come la stoffa e la carta, ma di un ritorno ai colori (pastelli ed oli) di certo non di origine transavanguardistica.


 E’ invece un ritorno tout court e basta. Un ritorno che dalla lezione dei pittori astratti ed informali ha appreso la qualità dell’alto mestiere.

 Squillaci non racconta per figure ed immagini, racconta solo per note musicali di colore. Gli Improvvisi di Schubert, i Preludi ed i Notturni di Chopin sono la sua fonte d’ispirazione.  I suoi tocchi sono quelli buttati non dall’improvvisazione ma dell’emozione del cuore. La sua è una pittura dell’introspezione dell’anima in un mondo volgare e materialistico, che di essa ha dimenticato la vocazione, la religiosità. Quello del pittore (pensiamo a Morandi) non è un mestiere ma un’arte che ha a che fare con la poesia, la purezza dei sentimenti, la trasparenza vibrante e malinconica dell’Essere ricercato intimamente in noi stessi. 

Per Squillaci la pittura è questa ricerca dentro di noi dell’Essere che nello scorrere del tempo deposita, in queste sue liriche composizioni,  intime note ora fugacemente felici, liete ora pregne di una sconfinata solitudine e di una struggente melanconia.


Mario Sigfrido Metalli



mercoledì, febbraio 07, 2018

Una mostra bellissima assolutamente da non perdere. A Bagheria. Triade

al Centro d’arte e cultura “Piero Montana”.

In anteprima assoluta la recensione di un critico romano, Mario Sigfrido Metalli.

Sarà un appuntamento assolutamente da non perdere quello dell’inaugurazione della mostra “Triade” al Centro d’arte e cultura “Piero Montana” sabato 10 febbraio 2018.

La mostra infatti si preannuncia come l’evento culturale più atteso nella Città di Renato Guttuso per la presenza in essa di tre artisti prestigiosi di chiara fama nazionale ed europea, due dei quali, Filly Cusenza e Giovanni Leto, sono ben rappresentati al secondo piano del Muso Guttuso, mentre il terzo è  un’interessante proposta di Piero Montana.

 Stiamo qui parlando dell’ottimo pittore catanese Nuccio Squillaci che a “Triade” è presente con ben 31 opere, sia pure di piccolo formato.

Altissima la qualità delle opere in mostra. Curato dagli stessi artisti l’allestimento nei locali del Centro d’arte e cultura di Bagheria.

Montana, poeta, gallerista, critico d’arte, che già nel 1986 aveva attratto l’attenzione di Renato Guttuso con un suo pezzo critico scritto per Bosco d’amore, un grande dipinto del maestro bagherese del 1984, poi venduto a Trussardi, è assai soddisfatto dei risultati assai positivi raggiunti dall’odierna esposizione tanto da definire la mostra, una delle più importanti operazioni artistiche mai realizzate a Bagheria.

 Non volendo parlare delle opere degli artisti invitati ad esporre, per non sminuire la sorpresa, l’interesse soprattutto critico per Triade, Montana si limita solo a dire che gli artisti da lui invitati, per altro assai diversi tra loro, sono rispettivamente esponenti di punta della Fiber Art, dell’Arte materica e del Neoinfomale.

 Noi che l’abbiamo visitata in anteprima, facciamo nostro l’entusiasmo del gallerista per Triade, esempio di un altissimo livello artistico, mai raggiunto in altre operazioni espositive a Bagheria, se si fa eccezione solo per le mostre di Renato Guttuso a Villa Cattolica.

L’ingresso alla mostra è già uno choc. Il visitatore s’imbatte entrando nelle opere di Giovanni Leto, a cui è dedicata un’intera stanza.
 Le opere di Leto scelte dallo stesso Montana e dall’artista, sono tra le migliori della produzione del pittore di origine monrealese. Tre le opere di grande formato e tutte e tre bellissime. Prodotte tra gli anni 2015-2017 esse ripropongono gli esiti assai stranianti e suggestivi dei suoi paesaggi del mondo dell’Altrove.
Nell’opera tuttavia esposta frontalmente sulla parete di fondo rispetto a chi entra, l’accumulo cartaceo incollato sulla tela è come decostruito, come a non formare un cumulo compatto di detriti e macerie, come se questi accumuli, che sono anche delle dighe costruite con la tecnica del castoro, in qualche punto cedessero, franassero, facendo sentire allo spettatore, a chi guarda solo l’eco del silenzio in un paesaggio desolato.

 Ma sono soprattutto le opere piccole in cui Leto decostruisce la sua arte della stratificazione cartacea, inventando e proponendo altre soluzioni formali della sua personalissima arte, che in opere come Scrimolo raggiunge vertici altissimi di fascinazione.

Passando nella seconda stanza sulla parete di sinistra stanno otto opere di Filly Cusenza, da parecchi anni ormai convertita alla Fiber Arte ossia all’arte della stoffa, del tessuto, che l’artista sente più congeniale, arte questa che le ha dato maggiore notorietà anche in Europa, mostrando in essa quello che per le donne è il mestiere in cui meglio si realizzano, quello del ricamo, del cucito e della realizzazione in tessuto di vere e proprie opere d’arte. Ma a fare la differenza con l’artigianato femminile nelle opere della Cusenza è l’estro, la fantasia, la genialità tutta impregnata di influenze artistiche che vanno da Chagal alla pop art.

 In particolare nelle opere esposte in Triade  Cusenza punta molto sull’ humor, sulla ironia, su una sua indiscussa stravaganza nel privilegiare personaggi eccentrici, bizzarri, mai idealizzati per i suoi ritratti di famiglia, di avi e parenti defunti.

Le opere infine di Nuccio Squillaci- ricordiamo ben 31,sia pure di piccolo formato, sono come gli Improvvisi, i Preludi, i Notturni di Chopin, in cui l’artista catanese esprime, in una forma pittorica che si rifà all’astrattismo e al neoinformale, << i più chimerici e fantastici erramenti dell’anima>> nonché gli elementi delicati, intimi, poetici dei suoi stati d’animo, contrassegnati a volte da una vena di malinconia.
Come un alchimista Schillaci ha il potere di trasmutare questi sentimenti meglio questi elementi psicologici in momenti di espressione artistica che raggiunge una perfezione totale in un’invenzione pittorica che si attua in forme brevi, liberissime, atte ad esprimere qualunque erramento della sua fantasia. Il suo linguaggio pittorico è audacemente originale, capace delle più arrischiate soluzioni pittoriche, che pure, in lui, non prendono un aspetto provocante di partito preso, ma avvengono con la più grande naturalezza e felicità espressiva.


Mario Sigfrido Metalli